Il gioco d’azzardo deve esistere anche con la pandemia

Si può indubbiamente dire che l’illegittimità dei vari Dpcm pronunciata dal Tribunale Civile di Roma sia più di una “notizia bomba”: mette in discussione tutto ciò che il Premier Conte ha studiato ed imposto in questo lungo periodo di emergenza sanitaria alla cittadinanza, ed anche ovviamente anche alle imprese di qualsiasi settore, come il gioco d’azzardo e la migliore guida casino, che si sono ritrovate a dover “obbedire” ai provvedimenti contenuti nei famigerati Dpcm che oggi sembrano poter essere annullabili appunto per svariati profili di illegittimità. La pronuncia di Roma, indiscutibilmente, darà una scossa più che forte al Sistema Italia sopratutto per le aziende che si sono viste chiudere le proprie attività, subendo danni irrecuperabili, sfratti ai quali non si sono potuti opporre, multe che non potevano essere onorate appunto per le troppe chiusure cui le attività sono state sottoposte sempre in conseguenza dei Dpcm della Presidenza del Consiglio che (pare) non avrebbero potuto essere emessi, almeno così come congegnati.

E non vi è dubbio che ciò andrebbe a creare ancora più confusione in un momento in cui la nostra economia per poter risorgere avrebbe bisogno di forza, chiarezza e trasparenza da parte del Governo che decide “per i suoi cittadini”. Ma, si vuole fare un po’ d’ordine in questa situazione e per farlo come consuetudine “ci piace” raccontare cosa è successo effettivamente a Roma, presso il Tribunale civile, cui è stato sottoposto un contenzioso “particolare” sul quale è stato pronunciato il richiamato verdetto “clamoroso”. Protagonista è il titolare di un esercizio commerciale, vittima di sfratto per non aver regolarmente pagato i canoni dovuti al proprietario dei locali, conseguenza inevitabile della chiusura della sua attività che era stata raggiunta dai vari Dpcm della Presidenza del Consiglio emessi nell’ambito del contrasto al propagarsi del Coronavirus. Tali provvedimenti emessi dal Governo, secondo il parere del Giudice, non sono di “natura normativa”, ma hanno soltanto “natura amministrativa”.

Quindi , gli stessi dovrebbero fare riferimento ad una legge già esistente e ciò indiscutibilmente significa, secondo il parere del Tribunale di Roma, che il Governo sta agendo al di fuori dalle norme dello Stato e sta limitando la libertà dei cittadini violando le sue stesse leggi. Secondo il Tribunale, poi, non esiste alcuna legge ordinaria che “attribuisca al Consiglio dei Ministri il potere di dichiarate lo stato di emergenza sanitaria”: questo fa ritenere incostituzionali i Dpcm in quanto hanno imposto “una rinnovazione della limitazione dei diritti di libertà” senza essere stati sottoposti ad un ulteriore passaggio in Parlamento, cosa diversa rispetto a quello che si è avuto per la conversione del Decreto “Cura Italia” e di quello “Io resto a casa”. Di conseguenza i Dpcm del Premier Conte sarebbero viziati da violazioni “per difetto di motivazione e da molteplici profili di illegittimità” e, proprio per questo motivo, risultano essere annullabili, visto che non producono alcun effetto concreto da un punto di vista della giurisprudenza.

Altro che “notizia bomba”! Si può soltanto immaginare questa pronuncia cosa potrà far nascere per tutte quelle attività che possono ritenersi, alla luce di questa sentenza, “abusate” dai diversi Dpcm. E quali conseguenze potrebbero palesarsi per il mondo dei giochi e per i bonus benvenuto casino? Forse, seguendo il principio del Tribunale di Roma, a tutti i cittadini parrebbe un “sogno” sentire riconosciuto il proprio diritto alla libertà visto che i vari Dpcm hanno comunque limitato parecchio, ma bisognerebbe avere onestà intellettuale e pensare che sono stati emessi per la salvaguardia della salute. Ma visto che a chi scrive interessa la vita commerciale delle attività di gioco, si vuole riflettere sulle conseguenze di tale pronuncia, senz’altro clamorosa, per le imprese commerciali coinvolte nei diversi Dpcm che, come si sa, hanno annullato qualsiasi attività ludica sul territorio ed in questo anno, senza dubbio, i giochi sono stati più che penalizzati: infatti, più o meno, il gioco pubblico ha superato i 180 giorni di chiusura e nonostante gli addetti ai lavori avessero conformato i propri punti di gioco con i protocolli imposti.

Proprio per questa penalizzazione sempre più pesante da sopportare, gli addetti al settore del gioco avevano cominciato ad impugnare al TAR sempre di Roma gli ultimi Dpcm sui quali si attende il parere. Non si può nascondere che la clamorosa pronuncia del Tribunale Civile di Roma potrebbe, senza ombra di dubbio, rappresentare un ruolo importante nelle varie diatribe che si stanno impostando tra Stato centrale ed operatori del gioco e potrebbe diventare davvero una pronuncia che “fa la storia” ed alla quale ci si potrà appellare in seguito. D’altra parte, in questa “rocambolesca” pronuncia il Giudice asserisce che sia contrario alla Costituzione prevedere norme che limitano i diritti fondamentali delle persone mediante Decreti della Presidenza del Consiglio dei Ministri: infatti, il primo decreto che ha “legittimato” i Dpcm non stabiliva alcuna modalità di esercizio dei poteri. E si potrebbe anche supporre che sia proprio per questo motivo che il Governo nel varare le ultimissime restrizioni natalizie ha “rivolto la prua” verso un Decreto Legge anziché al solito provvedimento Dpcm, ritenuto annullabile dal Tribunale di Roma.

Sarebbe stata una manovra indubbiamente “furba” per nascondere quelle precedenti, assolutamente disastrose a livello istituzionale. Cos’altro si potrebbe aggiungere di fronte al parere del Tribunale di Roma? Che il Governo non conosce le sue stesse Leggi? Che non conosce i diritti sanciti dalla Costituzione? Che non sa come “poter comunicare” ai propri cittadini le variazioni sulla loro vita in caso di emergenza? Ne uscirebbe un quadro dell’attuale Esecutivo, e special modo del Premier Conte, abbastanza “sfuggente e depauperato della forza istituzionale”, ma sopratutto farebbe riflettere sui soggetti che governano il Paese. Quando si ascolta qualche parere presso i tavoli di confronto in TV che afferma che siamo governati da “incapaci che non vivono nella realtà reale” bisognerà dare loro seria attenzione, oppure addirittura condividere questo “dire”? Chi ancora ci legge sa che non ci piace fare politica, ma questo forse esula dall’esprimersi a livello politico: i cittadini non dovrebbero “essere in mano” a politici che non conoscono le Leggi e la Costituzione. Questo almeno ci sentiamo di poterlo dire in queste righe!

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