Giocare nei casino online per sviluppare l’economia italiana

Alla conferenza internazionale: “Il gioco come chance per lo sviluppo del turismo italiano”, organizzata in questi giorni dalla Fondazione Unigioco, presso l’Auditorium dell’Ara Pacis di Roma, il presidente di Gamenet S.P.A., Vitaliano Casalone, ha puntato l’attenzione sul mercato dei giochi italiano, protagonista negli ultimi anni di un’evoluzione estremamente rapida e complessa, sia da un punto di vista legislativo, che sociale, economico e tecnologico.

Oggi il settore è una delle colonne portanti dell’economia italiana, ed una risorsa fondamentale per l’Erario. La raccolta globale dei giochi è in costante crescita, con 61 miliardi di euro nel 2010 (pari al +12% rispetto al 2009) e previsioni per il 2011 che superano i 75 miliardi.

A trainare il settore, come evidenziato anche a Roma, ci sono New Slot e Vlt, che rappresentano più del 50% del mercato, seguono Gratta e Vinci, poker e skill games.
I casinò nel 2010 non sono invece andati bene e, nel 2011, con l’attesissimo arrivo dei casinò online legali, con licenza AAMS, la situazione s’è ulteriormente complicata.

Dalla conferenza “Il gioco come chance per lo sviluppo del turismo italiano” arriva quindi un segnale che va nella direzione di incentivare la privatizzazione dei casinò esistenti e di arrivare all’apertura di nuove case da gioco, che dovrebbero essere considerate come strumenti di promozione del territorio e di arricchimento dell’offerta turistica.

L’arrivo dei casinò online in Italia ha evidenziato come questi giochi piacciano ad un’utenza vastissima e l’affluenza di giocatori stranieri nelle poche sale terresti italiane conferma che il fenomeno non è solo nazionale. Molte località turistiche quindi, in particolare nel centro-sud, sono pronte a dotarsi di nuove sale da gioco con apparecchi controllati dall’AAMS, che permettano a turisti, italiani e stranieri, di avere un’ulteriore opzione per il loro intrattenimento.

Il mercato dei giochi, così come quello turistico, risente meno, rispetto ad altri, della crisi economica e un matrimonio tra questi due settori potrebbe rappresentare una grande chance per il nostro Paese.

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