Archive for febbraio, 2021

Gioco d’azzardo: Cosa è la lotteria degli scontrini

mercoledì, febbraio 24th, 2021

Ci si è imposti di risolvere il busillis relativo al perché il Governo centrale “eviti” di trattare la tematica del “suo” gioco pubblico, creato e voluto tantissimi anni fa per fronteggiare l’illegalità e la criminalità che in quel periodo ne tirava i fili, ma vada invece a creare una nuova Lotteria (degli Scontrini) che secondo alcuni andrebbe indirettamente a spingere la popolazione a “giocare d’azzardo”, partecipando a tale concorso statale. Però, di fronte a “tanta gioia ludica”, ci si trova ad un possibile slittamento dell’inizio di questo nuovo prodotto statale che avrebbe dovuto vedere la luce il 1° gennaio 2021. Non c’è che dire, l’argomento del gioco ed a questo punto poco importa che sia gioco di Stato e, quindi, legale, fa sempre discutere e neppure poco: di conseguenza, ci si trova ad affrontare a pochi giorni dal suo presunto inizio già un piccolo spostamento di circa un mese per dare modo agli esercenti di mettersi “in regola” con i registratori di cassa.

Attualmente, gli apparecchi non sono predisposti per accettare il tipo di pagamento inserito nella nuova Lotteria: infatti, gli esercenti li dovranno dotare di nuovo software e del lettore di codici a barre. Lo strano è che nessuno abbia tenuto presente queste operazioni, neppure l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che ultimamente è così attenta e presente a ciò che accade nel mondo dei giochi e nei siti dov’è possibile giocare al lotto. Ancora più strano che questa Lotteria degli Scontrini abbia già ricevuto una serie infinita di contestazioni politiche, le osservazioni da parte delle associazioni che rappresentano gli esercenti e che non hanno gradito molto questa iniziativa e neppure il conseguente rinvio della sua nascita che, probabilmente, arriverà con l’OK del Decreto Milleproroghe e che consisterà nello slittamento soltanto di poche settimane. Però, il sito dedicato alla Lotteria, che dall’inizio di dicembre è disponibile per scaricare il codice per partecipare alla Lotteria degli Scontrini non è stato aggiornato e segnala ancora la partenza del concorso al 1° gennaio 2021.

Senza dubbio, il ritardo nella comunicazione dello slittamento è da attribuirsi alle feste natalizie, periodo che ha senza dubbio complicato il concretizzarsi della “notizia di rinvio”. In ogni caso, è evidente che lo slittamento è da attribuirsi totalmente all’inadeguatezza tecnologica dei registratori di cassa poiché, prima di far iniziare la Lotteria, gli esercenti avrebbero dovuto essere in grado di poter leggere i codici elettronici necessari per potervi partecipare: oltre tutto gli utenti hanno faticato parecchio per ottenerli poiché il consenso e l’adesione dei consumatori sono stati imponenti. Però, almeno apparentemente il primo scopo della Lotteria degli Scontrini, quello di combattere l’evasione, è stato raggiunto. La Confcommercio, dopo aver richiesto in diverse occasioni il posticipo della partenza della nuova Lotteria, aveva comunicato un dato allarmante relativo ai registratori negli esercizi: soltanto 700 mila sul 1,4 milioni di apparecchi risultavano aggiornati per la lettura dei codici e, proprio per questo, si richiedeva lo slittamento della partenza del concorso.

In effetti, uno start limitato alla metà degli esercizi potrebbe creare malumori sia da parte dei consumatori che da parte degli esercenti poiché solo una parte di questi ultimi potrebbe sponsorizzare l’adesione al concorso mentre l’altra parte no: e ciò provocherebbe una concorrenza distorta, quasi sleale. Non senza dimenticare la questione dei costi di questo adeguamento dei registratori di cassa: oggi un apparecchio telematico costa dai 900 ai 1500 euro: per fare due conti che di solito “non ci piace fare”, il credito d’imposta al 50%, ma entro un limite di 250 euro, è assolutamente insufficiente. Poi, per aggiornare il software dei terminali si dovrebbe mettere in conto un ulteriore investimento, ma ai tavoli con il Governo si parlava di una spesa di circa 60-70 euro, mentre alcuni fornitori hanno fissato preventivi per 230 euro +IVA, somma triplicata. Si può senz’altro affermare che la Lotteria degli Scontrini, che come gioco dovrebbe essere leggero ed “affrontato” con allegria, stia creando ancor prima di partire preoccupazioni per tutti.

Anche nei partecipanti concorrenti che hanno sollevato il quesito se potessero essere mai rintracciati nei loro acquisti e si potesse, quindi, risalire ai loro movimenti economici. Cosa che pare si sia esclusa, almeno così si dice. Ma esiste una alternativa, già sottoposta ed analizzata, ai terminali inadeguati, qualora il registratore non fosse idoneo non risulterebbe l’unico mezzo per partecipare alla Lotteria. Infatti, oltre al codice lotteria a barre è a disposizione dei consumatori una stringa alfanumerica che può essere inserita manualmente tramite un’applicazione web studiata dall’Agenzia delle Entrate per chi emette una ricevuta cartacea, come artigiani, idraulici e simili. Ci si può immaginare, però, il caos di inserire dati manualmente in un esercizio che (fortunatamente) abbia presenze “vorticose” da servire ed accontentare: di certo metterebbe in seria difficoltà chi si occupa della cassa e Confcommercio ha già fatto presente che si tratta di una procedura troppo arzigogolata e difficile da affrontare per quegli esercizi che hanno un flusso di cassa impegnativo e continuo.

Bisogna anche ricordare, a chiusura di questo articolo, due ultime cose: la prima è che gli esercizi non sono obbligati a permettere ai consumatori di partecipare al concorso e non sono state previste sanzioni per chi segue questo indirizzo. Però, il consumatore che vede rifiutata l’accettazione del codice della Lotteria degli Scontrini ha la possibilità di effettuare una segnalazione nei confronti del commerciante che non gli consente di partecipare al concorso. La seconda cosa è che come sta cambiando la data di inizio del concorso è sicuramente variata la data entro cui gli esercenti dovranno adeguare i propri registratori di cassa per la trasmissione dei dati. Infatti, con un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate si avverte che gli esercizi avranno tempo sino al 1° aprile 2021 per mettersi in regola, tre mesi in più di quelli preventivati all’inizio di questo benedetto concorso e termine che in precedenza scadeva il 31 dicembre 2020. Quindi, in pratica, sino al 31 marzo 2021 sarà possibile trasmettere i dati con la versione attualmente usata dagli esercenti… e che concorso sia!

Il gioco d’azzardo deve esistere anche con la pandemia

mercoledì, febbraio 24th, 2021

Si può indubbiamente dire che l’illegittimità dei vari Dpcm pronunciata dal Tribunale Civile di Roma sia più di una “notizia bomba”: mette in discussione tutto ciò che il Premier Conte ha studiato ed imposto in questo lungo periodo di emergenza sanitaria alla cittadinanza, ed anche ovviamente anche alle imprese di qualsiasi settore, come il gioco d’azzardo e la migliore guida casino, che si sono ritrovate a dover “obbedire” ai provvedimenti contenuti nei famigerati Dpcm che oggi sembrano poter essere annullabili appunto per svariati profili di illegittimità. La pronuncia di Roma, indiscutibilmente, darà una scossa più che forte al Sistema Italia sopratutto per le aziende che si sono viste chiudere le proprie attività, subendo danni irrecuperabili, sfratti ai quali non si sono potuti opporre, multe che non potevano essere onorate appunto per le troppe chiusure cui le attività sono state sottoposte sempre in conseguenza dei Dpcm della Presidenza del Consiglio che (pare) non avrebbero potuto essere emessi, almeno così come congegnati.

E non vi è dubbio che ciò andrebbe a creare ancora più confusione in un momento in cui la nostra economia per poter risorgere avrebbe bisogno di forza, chiarezza e trasparenza da parte del Governo che decide “per i suoi cittadini”. Ma, si vuole fare un po’ d’ordine in questa situazione e per farlo come consuetudine “ci piace” raccontare cosa è successo effettivamente a Roma, presso il Tribunale civile, cui è stato sottoposto un contenzioso “particolare” sul quale è stato pronunciato il richiamato verdetto “clamoroso”. Protagonista è il titolare di un esercizio commerciale, vittima di sfratto per non aver regolarmente pagato i canoni dovuti al proprietario dei locali, conseguenza inevitabile della chiusura della sua attività che era stata raggiunta dai vari Dpcm della Presidenza del Consiglio emessi nell’ambito del contrasto al propagarsi del Coronavirus. Tali provvedimenti emessi dal Governo, secondo il parere del Giudice, non sono di “natura normativa”, ma hanno soltanto “natura amministrativa”.

Quindi , gli stessi dovrebbero fare riferimento ad una legge già esistente e ciò indiscutibilmente significa, secondo il parere del Tribunale di Roma, che il Governo sta agendo al di fuori dalle norme dello Stato e sta limitando la libertà dei cittadini violando le sue stesse leggi. Secondo il Tribunale, poi, non esiste alcuna legge ordinaria che “attribuisca al Consiglio dei Ministri il potere di dichiarate lo stato di emergenza sanitaria”: questo fa ritenere incostituzionali i Dpcm in quanto hanno imposto “una rinnovazione della limitazione dei diritti di libertà” senza essere stati sottoposti ad un ulteriore passaggio in Parlamento, cosa diversa rispetto a quello che si è avuto per la conversione del Decreto “Cura Italia” e di quello “Io resto a casa”. Di conseguenza i Dpcm del Premier Conte sarebbero viziati da violazioni “per difetto di motivazione e da molteplici profili di illegittimità” e, proprio per questo motivo, risultano essere annullabili, visto che non producono alcun effetto concreto da un punto di vista della giurisprudenza.

Altro che “notizia bomba”! Si può soltanto immaginare questa pronuncia cosa potrà far nascere per tutte quelle attività che possono ritenersi, alla luce di questa sentenza, “abusate” dai diversi Dpcm. E quali conseguenze potrebbero palesarsi per il mondo dei giochi e per i bonus benvenuto casino? Forse, seguendo il principio del Tribunale di Roma, a tutti i cittadini parrebbe un “sogno” sentire riconosciuto il proprio diritto alla libertà visto che i vari Dpcm hanno comunque limitato parecchio, ma bisognerebbe avere onestà intellettuale e pensare che sono stati emessi per la salvaguardia della salute. Ma visto che a chi scrive interessa la vita commerciale delle attività di gioco, si vuole riflettere sulle conseguenze di tale pronuncia, senz’altro clamorosa, per le imprese commerciali coinvolte nei diversi Dpcm che, come si sa, hanno annullato qualsiasi attività ludica sul territorio ed in questo anno, senza dubbio, i giochi sono stati più che penalizzati: infatti, più o meno, il gioco pubblico ha superato i 180 giorni di chiusura e nonostante gli addetti ai lavori avessero conformato i propri punti di gioco con i protocolli imposti.

Proprio per questa penalizzazione sempre più pesante da sopportare, gli addetti al settore del gioco avevano cominciato ad impugnare al TAR sempre di Roma gli ultimi Dpcm sui quali si attende il parere. Non si può nascondere che la clamorosa pronuncia del Tribunale Civile di Roma potrebbe, senza ombra di dubbio, rappresentare un ruolo importante nelle varie diatribe che si stanno impostando tra Stato centrale ed operatori del gioco e potrebbe diventare davvero una pronuncia che “fa la storia” ed alla quale ci si potrà appellare in seguito. D’altra parte, in questa “rocambolesca” pronuncia il Giudice asserisce che sia contrario alla Costituzione prevedere norme che limitano i diritti fondamentali delle persone mediante Decreti della Presidenza del Consiglio dei Ministri: infatti, il primo decreto che ha “legittimato” i Dpcm non stabiliva alcuna modalità di esercizio dei poteri. E si potrebbe anche supporre che sia proprio per questo motivo che il Governo nel varare le ultimissime restrizioni natalizie ha “rivolto la prua” verso un Decreto Legge anziché al solito provvedimento Dpcm, ritenuto annullabile dal Tribunale di Roma.

Sarebbe stata una manovra indubbiamente “furba” per nascondere quelle precedenti, assolutamente disastrose a livello istituzionale. Cos’altro si potrebbe aggiungere di fronte al parere del Tribunale di Roma? Che il Governo non conosce le sue stesse Leggi? Che non conosce i diritti sanciti dalla Costituzione? Che non sa come “poter comunicare” ai propri cittadini le variazioni sulla loro vita in caso di emergenza? Ne uscirebbe un quadro dell’attuale Esecutivo, e special modo del Premier Conte, abbastanza “sfuggente e depauperato della forza istituzionale”, ma sopratutto farebbe riflettere sui soggetti che governano il Paese. Quando si ascolta qualche parere presso i tavoli di confronto in TV che afferma che siamo governati da “incapaci che non vivono nella realtà reale” bisognerà dare loro seria attenzione, oppure addirittura condividere questo “dire”? Chi ancora ci legge sa che non ci piace fare politica, ma questo forse esula dall’esprimersi a livello politico: i cittadini non dovrebbero “essere in mano” a politici che non conoscono le Leggi e la Costituzione. Questo almeno ci sentiamo di poterlo dire in queste righe!

Il gioco d’azzardo è essenziale per l’Italia

mercoledì, febbraio 24th, 2021

Inutile sottolineare che il mondo dei giochi sperava tanto nella pronuncia del TAR del Lazio attesa dopo il 13 gennaio scorso dalla quale, se positiva al settore ludico, avrebbe potuto cambiare in modo radicale il futuro delle imprese di gioco e di tutti i siti dove giocare al casino on line. E ritenute dall’attuale Esecutivo, sin dall’inizio della pandemìa “attività non essenziali” e che come tali potevano essere chiuse. Il principio di proporzionalità e di rischio che il TAR ritiene applicato da parte del Governo centrale quando ha attribuito questa “etichetta” al gioco non pare, in ogni caso, suffragato da alcun documento ufficiale: il TAR non ha voluto entrare nello specifico e si è quindi “accontentato” dei principi di precauzione, proporzionalità ed adeguatezza applicati nell’interesse pubblico per la salute della cittadinanza. Così, oggi, ci si trova con un’altra pronuncia del TAR del Lazio che ha respinto completamente la richiesta di sospensiva avanzata da parecchi operatori del settore ludico che questa volta speravano di avere Giustizia sul proprio cammino. Ma questo non è accaduto.

Quindi il gioco pubblico deve assistere, ancora una volta chiuso ed inerme, all’ultimo Dpcm che prolunga la chiusura di tutte le attività senza conoscere quanto durerà questa situazione: non esiste una data determinata poiché i provvedimenti vengono assunti in base alla curva epidemiologica che non ne vuole sapere di assestarsi in una posizione tale da dare spazio all’intera industria di riprendere il proprio lavoro. Tanto meno alle attività ritenute non essenziali, e quindi compreso l’intrattenimento ed il gioco pubblico, che secondo l’Esecutivo non hanno ragione di riaprire in questo momento. Così gli addetti ai lavori del settore ludico incassano un’altra sventurata pronuncia fondata sul rispetto del principio della precauzione oltre alle famigerate “evidenze scientifiche e pareri resi dagli organi specificamente deputati a ciò”, ma di cui non esiste alcuna figura che ne abbia letto i riscontri. Ma tant’è, anche questo fa parte, purtroppo, del bagaglio che ci ha fatto conoscere l’emergenza sanitaria ed a questo punto forse combattere contro “i mulini a vento” come il famoso Don Chisciotte servirà a ben poco.

L’unica “consolazione”, per quel che serve a livello economico, per il settore del gioco è che i Giudici del TAR, pur respingendo le richieste degli operatori, non hanno in alcun modo approfondito la materia rimettendosi alle pronunce già emesse in cui si era ritenuto opportuno non riaprire sempre in virtù del famoso principio di precauzione. Anche se, sempre altri Giudici avevano considerato ragionevole la chiusura di un mese, come stabilito da altro Dpcm, mentre ora è inequivocabile che i mesi consecutivi di chiusura sono già diventati più di tre e diverranno anche più di quattro, tenendo in debito conto “l’allungamento” delle misure restrittive che già da ora sono slittate al 5 marzo prossimo. Ma ciò che in queste righe vuole mostrare tutta la “ribellione” di chi scrive è l’attribuzione della “non essenzialità” alle attività di gioco, cosa che sin dall’inizio, è suonata assai sgradevole o quanto meno discutibile nella sua essenza. Anche se onestamente il gioco senz’altro essenziale non è sicuramente.

Ma il principio applicato non può essere “licenziato” in modo così semplicistico: poiché anche se può apparire vero che non sia essenziale giocare in un periodo di emergenza, poiché significa “gettare via magari dei quattrini” è altrettanto vero che il gioco, ed i siti dove capire come giocare alla roulette, diventa indiscutibilmente essenziale per i propri lavoratori che dal gioco traggono il sostentamento proprio e delle famiglie. Ma che diventa “assolutamente” essenziale anche per le casse dello Stato considerato che ogni anno il settore contribuisce, senza se e senza ma, a riempirle con oltre dieci miliardi di euro, a cui si devono aggiungere le altre imposte dovute da tutte le decine di migliaia di piccole e medie imprese ludiche che vivono sul territorio. E se proprio si vuole affrontare il discorso della ”non essenzialità” del gioco si deve per forza abbinarvi anche il principio della proporzionalità e dell’adeguatezza ed anche quello della precauzione.

Prima di tutto perché il Governo per tutte le altre attività ha applicato restrizioni sia di carattere territoriale che di limitazione oraria? Serrata totale da nord a sud dello Stivale, senza alcuna distinzione tra i vari segmenti del gioco: ma una puntata ad una slot machine appare diversa rispetto ad una scommessa e quindi come è possibile che non si possa prendere in considerazione di decidere di autorizzare una giocata in una agenzia di scommesse magari con locali di più di 1000 metri quadrati facendo entrare i giocatori in modo contingentato? Ed invece si può fare la fila davanti a negozi di ogni tipo? Gli operatori del settore ludico non riescono a comprendere il perché di questa diversità di trattamento che il Governo ha riservato soltanto al gioco. Si potrebbe solo spiegare, e di questo se ne è quasi certi, che l’ Esecutivo non voglia affrontare la gestione di un settore complesso e delicato come quello ludico, così ha deciso di chiudere tutto piuttosto che regolamentarlo.

Come si continua a fare non volendo affrontare l’annosa “Questione Territoriale” che oggi pesa ancor di più a livello politico che per quanto riguarda il risvolto occupazionale ed economico, anche se entrambi sono di importanza vitale per il Paese. Ma questa decisione del Premier sulla “non essenzialità” del mondo dei giochi con la conseguente sua chiusura totale da che principio reale parte? Su che base si può dichiarare superfluo e non essenziale il gioco ed invece ritenere “indispensabili” altri servizi che, senza offendere nessuno, si potrebbero ritenere futili come i centri estetici, i parrucchieri o similari? E perché vietare la cultura della mente come i musei od i teatri, per esempio? Allora che ci si prenda la responsabilità di una decisione drastica per una serrata totale generale in virtù di questa tanto invocata “precauzione”. Però, manca un’ultima domanda per il nostro Esecutivo: sino ad oggi si è sentito più volte parlare di irresponsabilità di parte dei cittadini che a volte si sono “mal comportati”, ma come si dovrebbe valutare la responsabilità del Legislatore che spesso sembra essere veramente latitante?